L'Idea

PERCHE’ L’IDEA DI UN’ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI DELLE PERSONE SOFFERENTI

Abbiamo molto a cuore e rispettiamo i sacrifici dei tanti professionisti impegnati nel mondo della salute e che spesso riescono a stento a sbarcare il lunario per l’impegno e la passione che infondo nel loro lavoro. Abbiamo poi la necessità di comunicare al mondo che ci sono ancora molte opportunità soprattutto se ci impegniamo, ciascuno di noi con i propri strumenti e con le proprie possibilità, in una partecipazione attiva per una vita migliore per se stesso e per chi ci circonda, perchè anche se non lo sappiamo, o non lo vogliamo, siamo sempre qualcosa di più per gli altri quando siamo qualcosa di più per noi stessi.

Quando si parla di salute e di benessere viene ovviamente in mente il medico e la medicina ed è per questo che ci domandiamo... Quanto è pronto oggi il mondo sanitario  a raccogliere in modo concreto il bisogno reale di salute dei cittadini?

In attesa di risposte concrete, possiamo affermare, con una certa preoccupazione, che è nell'esperienza di tutti coloro che si trovino coinvolti in un problema di malattia propria o di un familiare,  che occorra migliorare il livello di accoglienza e di pari opportunità logistica e clinica anche per le persone con meno possibilità socio-economiche. C'è da costruire una nuova organizzazione sanitaria che trovi radici profonde in un antico paradigma di approccio scientifico anche in campo medico, quello che esclude assolutismi, fazioni, privilegi ed interessi privati; confidando in un futuro confronto sereno e costruttivo tra parti attive e aventi pari opportunità e che segua regole di trasparenza, di etica e deontologia professionale, in linea con il grande insegnamento dei maestri che hanno fatto la storia del sapere medico.

Sarà preminente riporre al centro della semeiotica clinica un riferirsi alla persona unica sofferente, la vera prevenzione dovrà essere il non rapportarsi più ad un individuo in modo generico colpito da chissà quale sventura inevitabile e incomprensibile, etichettandolo con il nome di una cosiddetta malattia di un organo o con un termine disfunzionale o sindromico.

I padri della medicina definivano la “malattia” come un logo improprio e particolarmente dannoso e, soprattutto se comunicato all'assistito, dissonante da uno scopo teraputico orientato verso l'incremento delle capacità autoriparative del corpo umano; un carico aggiuntivo e un peso per la persona sofferente, recante con sé un concetto di forza contraria che può solo limitare le possibilità di una ricerca responsabile di equilibrio vitale, da parte dell'individuo in cerca di aiuto.

"Il termine astratto di malattia, usato male e detto male, può diventare la causa prima di aggravamento psichico, emozionale e quindi organico “ (Ugo Teodori, professore emerito di Clinica Medica dell’Università di Firenze).

 Un modello unico e insuperabile di salute e di come favorirla all'interno di un "contratto sanitario" è storicamente per noi medici napoletani, Giuseppe Moscati il Medico Santo. Inviterei tutti a conoscere la sua storia e soprattutto inviterei i colleghi medici ad approfondire il suo modo di fare diagnosi e soprattutto le sue prescrizioni (scriveva e parlava in dialetto con i suoi pazienti più poveri per farsi capire, e li riceveva tutti, anche se non avevano denaro).

Parlare di Libertà, e di come questa possa essere sempre sinonimo di Salute, appartiene unicamente al farci portatori con responsabilità di un criterio, sia esso medico, sociale, organizzativo e politico, che tenga al centro dell’intervento la Persona Unica. Una medicina che sia unica come è unica la persona sofferente; buttiamo via gli schemi predefiniti siano essi alternativi o convenzionali; riprendiamoci la capacità concreta di aiutare e farci aiutare con strumenti efficaci, per noi addetti ai lavori è già tutto scritto nel Giuramento di Ippocrate: PRIMUM NON NOCERE

 Nascono le SCIENZE BIOSISTEMICHE...

...Un approccio sostenuto dalla voglia di divulgare esperienze e comunicarle in virtù di un desiderio di confronto e di condivisione; una necessità che è parte di un progetto che coinvolga tutti coloro ce hanno a cuore una crescita personale fatta di Pace e di Evoluzione Spontanea e Responsabile. Soprattutto NON un nuovo paradigma medico ma uno strumento per verificare la relazione tra ciò che definiamo SINTOMO e la nostra esperienza adattativa, biologica e sistemica, all'interno del nostro gruppo di appartenenza.

LA COSIDDETTA MALATTIA diviene un'OPPORTUNITA' per ritrovare il giusto ORDINE nella propria vita e nel proprio Essere e Restare Umani.

Per informazioni è possibile contattare l'indirizzo: libertaesalute@gmail.com

 

Pasquale Aiese

REFERENZE SULL'AUTORE

Dott. Pasquale Aiese Medico Chirurgo e Biologo specialista in Epidemiologia e Sanità Pubblica Presidente dell'Associazione Libertà è Salute. Docente e Consulente per le Scienze Biosistemiche.