LE SCIENZE BIOSISTEMICHE

La verifica biologica pura ha profondi legami con l'ambito evolutivo, etologico e ontogenetico della medicina e dell'anatomia e istologia comparativa. Un'indagine che parte dall'accurata definizione del microcosmo, cellule, tessuti, organi per arrivare al macrocosmo, ossia all'habitat biologico, alle interazioni con i cicli della biosfera e dell'ecosistema, all'evoluzione delle specie. Si tratta di misure di connessione tra funzione organica, condizionamenti e sollecitazioni adattative dettate dall'ambiente di vita. Le Scienze Biosistemiche si propongono come procedura che studi la natura della vita, la logica e le leggi che regolamentano gli scambi tra individui. Una visione olistica sulla qualità di esistere nel rispetto dell'etonico, ecologico e sistemico dello stare al mondo in armonia con tutte le creature viventi.

La direzione è quella di una metodologia comportamentale, che fa dell'epigenetica - la scienza che studia il cambiamento funzionale del rapporto alle sollecitazioni - il fondamento dell'osservazione empirica, grazie a criteri condivisibili e riguardanti la dimostrazione e ripetibilità di ciò che è stato teorizzato. Il primo passo è l'osservazione in chiave evoluzionista, che si presenta in un caposaldo nello studio delle scienze naturali, ovvero la grande capacità omeostatica del mondo vivente di produrre risposte individuali biologiche e sensate per un migliore adattamento alla propria nicchia ecologica. Uno studio che segue con occhio attento, come la vita è sempre la vita. Esistere significa, infatti, "sopra-vivere" in una modalità normale ed in una speciale, attraverso dei cambiamenti corporei, ovvero i sintomi. Le risposte dell'individuo, di qualsiasi natura, sono sempre indirizzate verso un valore di utilità del gruppo stesso - o branco - di appartenenza. Le interazioni e profonde connessioni morfogenetiche tra i biocicli, secondo un criterio di bifasicità (bioritmo vitale), rendono le varie catene di alimenti che permettono di vivere la vita delle specie. Tutto tende ad un equilibrio costante. La biosfera ei suoi abitanti, animali e piante, interagiscono secondo le leggi leggi di compensazione biologica e sistemica che ritroviamo poi nella vita umana. L'equilibrio costante tra il mondo affettivo, la socialità, l'affermazione della propria linea germinativa, avviene grazie ad un criterio biologico che si percepisce attraverso i codici ontogenetici degli animali.

Nello studio dell'embriogenesi e dell'istogenesi umana, perfettamente allineata in modo comparativo all'evoluzione degli altri mammiferi terrestri. In tutto il mondo vivente questo avviene grazie a forze naturali ndispensabili al mantenimento dell'omeostasi vitale, teorie un tempo solo immaginate oggi confermate (quindi dedotte) dalla fisica quantistica. Nella vita umana, letta in chiave biologica, si scoprono e discutiamo su una dimensione che ancora oggi è trascurata, un fenomeno vitale semplicemente poco misurabile con strumenti convenzionali: l'emozione. L'emozione, o psiche biologica, condiziona anche i cambiamenti del corpo con la qualità della risposta adattativa immediata. Si pensi, per esempio, per quanto sia immediata la reazione del "prezzo acquolina in bocca" davanti ad un cibo appetitoso. La mediazione della mente è, invece, pensante e prevedibile. Pensiamo, cadendo improvvisamente, di ripararci dagli effetti dell'impatto e basta per limitare i danni? Le risposte del cervello istintivo, veloce e proporzionato agli eventi esterni, non sono condizionate da come la pensiamo ma solo da ciò che siamo e da quanto ci serve per continuare ad essere. Sono il frutto delle nostre esperienze e dei nostri precedenti trattati e dei nostri precedenti schemi di sopravvivenza creati nel momento del pericolo sin da piccoli. Provate ad immaginare un giovane atleta che impara a cadere sempre meglio.

Dopo anni di pratica nel suo ruolo specifico, un difensore cadrà da difensore, un attaccante cadrà da attaccante, tutto ciò avviene attraverso un apprendimento tutt'altro che mentale. Capire chi e perché, valutare l'aspetto comportamentale del conflitto, del trauma e delle risposte individuali fisio-patologiche, rappresenta un guadagno deduttivo, alla portata di tutti. Il sintomo che scaturisce da una diagnosi clinica, si propone come la fisiologia e la cosiddetta patologia seguano in realtà un progetto adattativo ed evolutivo dell'individuo. Attraverso l'esame del linguaggio del corpo - osserverò il significato compensativo che scaturisce da spiazzamenti improvvisi o shock biologici, legati apunto all'habitat biologico (psiche) e vedremo come sia possibile risalire al comportamento, ai compiti, ai compiti e agli irretimenti scritti nel destino di ciascuno, quanto possiamo definire "habitat sistemico". Secondo le Leggi della Biologia, la cosiddetta malattia va letta non come una condanna, ma come la conseguenza di una modifica dei programmi della fisiologia. Se leggiamo affrontato e considerato il tenore conflittuale, il senso vero che può produrre sintomi meno gestibili e quindi la sofferenza e la limitazione fisica dell'individuo, andiamo ben oltre la definizione psicosomatica, per due motivi fondamentali: 1) Parliamo di shock biologico, non di stress generico, che comporta risposte specifiche di natura adattativa senza le quali l'individuo soccomberebbe all'istante. 2) Gran parte dei sintomi - la "malattia" - compaiono non durante il conflitto, ovvero durante lo shock, ma dopo il suo superamento.

L'esistenza biologica prevede la conquista e il mantenimento del proprio stato sociale. Le varianti adattative sono un filo logico favorevole alla vita; ognuno nasce con un ruolo preciso. Sin dal primo momento in cui si inizia a vivere, sin dalla fase embrio-fetale ei primi "respiri placentari", i primi vagiti, la maturazione polmonare e l'attaccamento al seno, poi il riconoscere e riconoscere vita, poi la crescita, accade ciò che serve per sopra-vivenza, grazie al controllo biologico del nostro sistema psichico / cerebrale-organico. I cambiamenti ambientali percepiti "non normali" dall'individuo unico, determinano un fenomeno critico adattativo della creatura vivente. Esso è provvisto di un suo linguaggio - il sintomo - e di un significato riparativo, secondo una logica di sensatezza biologica. L'esperienza di un imprinting, un modo individuale nel rispetto all'ambiente biologico dalla nascita, fu Konrad Lorenz, premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 1974. Lo scienziato, studiando i fenomeni comportamentali di varie specie animali, stabilì L'importanza di aprire le porte ad una nuova fisiopatologia, basata sulla valutazione attenta dell'entità e qualità degli stimoli ambientali, come fonte di risposta funzionale organica, psichica ed etica degli esseri viventi: «Solo un attento studio di questi significati la fisiologia umana e animale può osare in futuro informazioni precise anche sulla patologia »(L'etologia, Konrad Lorenz, Ed. Bollati Boringhieri). Il significato biologico, più conosciuto nel campo della salute umana, Leggi Biologiche, che ritroviamo anche nei tentativi fatti da Geerd Hamer, con la sua prescrizione Medicina Germanica, e da Aaron Antonovsky con la sua Salutogenesi. Questo è un modo per dire che è molto importante per me. alle scoperte di Bert Hellinger con le sue Costellazioni Familiari e Spirituali.

Vediamo, allora, i punti salienti del criterio biologico: Etologia: studio del comportamento sociale e relazione adattativa cerebrale e organica. Da un lato un'osservazione diretta del linguaggio attraverso una lettura della fisiologia, che, in seguito a definitivo uno shock biologico, da normale diventa speciale - quanto definiamo in campo medico "malattia" - occorre assolutamente integrare la natura sistemica delle nostre risposte organiche. Per sistemiche si intendono esperienze di sopravvivenza al campo di energia del luogo dove nasciamo, cresciamo ed evolviamo come individuo adulti; capire come i nostri compiti e i nostri ruoli, dalla vita embrio-fetale, seguano gli ordini dell'amore, tanto perfetti quanto invisibile alla nostra mente razionale, sapientemente scoperti e considera da Bert Hellinger. Le risposte, ovvero i sintomi organici e psichici, sono elencate in tutti i segni adattativi dell'individuo unico, un impegno sistemico e biologico la cui qualità è insita nel suo personale e speciale modo di sentire e interagire all'interno del suo ruolo quale componente di un sistema complesso quale quello familiare. Il reiterare un blocco esistenziale, un movimento interrotto, una difficoltà evolutiva e quanto definiamo "irretimento". Con le Costellazioni Spirtuali di Bert Hellinger questo movimento non razionale, non mentale, istintivo e biologico viene condotto attraverso un campo di forza (campo morfogenetico) che si verifica ad un'analisi e ad una verifica empirica; una fenomenologia che dal sentire soggettivo passa alla rappresentazione di dinamiche oggettive.

Biologia verso la Sistemica: una visione d'insieme unica e integrata dell'Essere. La malattia è parlerà di qualcuno più che di qualcosa, permettendoci di verificare la linea e la direzione del giusto equilibrio compensativo da un ordine superiore. Un ordine che, quando riconosciuto, consente di integrare l'esperienza del perché di un sintomo. Così la sofferenza, il cosiddetto maschio, diviene parte di un codice esistenziale, componente specifica del nostro Bio-Sistema e non un disordine la cui origine può rientrare in un calcolo ipnotico di probabilità. L'opportunità è quella di osservare con sacralità questo spazio che segue le leggi di un ordine superiore e sintetico. Prendi di etichette, schemi e usi egoici fatti di interventismi e necessità salvifiche. Il morboso spogliato dalla rigidità del materialismo che affligge oggi il Mondo Occidentale, diventa una vera opportunità per un cambiamento responsabile e consapevole del nostro essere e restare umani.

«Non siamo esseri umani che compiono esperienze spirituali, siamo esseri spirituali che compiono esperienze in un corpo fisico ... viviamo in un mondo tangibile e ancora trasformabile nello spazio sacro della nostra mente neutra». (Yogi Bahajan)